Riconoscimento terre indigene – Raposa Serra do Sol

Le popolazioni indigene di Raposa Serra do Sol (Makuxi, Wapichana, Tuarepang, Ingariko e Patamana) sono protagoniste di una lotta trentennale per il recupero e la protezione dei propri diritti sulle terre ancestrali, minacciati da fazendeiros e garimpeiros (allevatori di bestiame e cercatori d’oro), che per secoli li hanno sfruttati occupando le loro terre.
Una lotta portata avanti in risposta all’attentato ai diritti costituzionali di questi popoli che mette a repentaglio il riconoscimento giuridico dell’inalienabilità dei propri territori, requisito essenziale per la propria autodeterminazione.

Nel 1973 il Governo Brasiliano, con la legge 6001, decide di salvaguardare gli ultimi territori indigeni tramite la loro “demarcazione”: la legge resta inattuata, mentre continua l’invasione da parte degli allevatori bianchi e dei cercatori di minerali sospinti dalle multinazionali che, con la costruzione delle strade transamazzoniche che “spaccano” i territori indigeni, favoriscono la penetrazione dei bianchi e lo sterminio delle poplazioni indigene tramite le malattie importate contro le quali questi non possono difendersi.

Nello “Statuto dell’Indio” firmato dal presidente brasiliano Medici nel 1973 e nel decreto-legge firmato dal Ministro degli Interni Reis nel 1978, si delibera l’integrazione obbligatoria degli Indios, cioè la distruzione delle loro culture e l’omologazione nella civiltà dei bianchi.

Gli indigeni si oppongono a questo progetto di sterminio etnico, e il 19 aprile 1979, riuniti in una grande assemblea, chiedono con forza a tutti i brasiliani e al mondo “il riconoscimento e il rispetto dell’integrità fisica e culturale”.

Nel 1988, la nuova Costituzione brasiliana riconosce il diritto degli indigeni alla terra (art. 231). Vengono così riconosciuti 594 territori indigeni, e di essi 279 vengono registrati con apposito decreto legislativo; nonostante ciò nel 2000 ancora 315 territori non sono ancora tutelati dalla legge, tra i quali quello di Raposa.

Nelle terre di Raposa vivono le popolazioni indigene Makuxi, Wapichana, Tuarepang, Ingariko e Patamana.

L’accusa mossa dalle varie lobbies che si oppongono al riconoscimento delle terre indigene è che demarcare le aree significa opporsi allo sviluppo del Paese, e che gli indigeni avrebbero troppa terra in rapporto al loro numero.

Non solo non si sta procedendo a demarcare le aree previste dalla Costituzione ma, sotto la pressione dei grandi interessi delle aziende minerarie, agricole e del legname, si sta iniziando a mettere in discussione anche quelle aree già omologate.

La demarcazione dell’area Raposa Serra do Sol dal 1998 giace sulla scrivania del presidente della Repubblica Fernando Cardoso che, sotto le pressioni del governo brasiliano, ne rimanda sempre la firma.

Nel 2005, tramite un decreto del Presidente Lula, la Tirss (Terra indigena Raposa Serra do Sol) viene riconosciuta come “terra continua”, ossia non separabile; si ribadisce così l’autonomia territoriale delle popolazioni indigene e s’impone ai latifondisti l’evacuazione dal suddetto territorio. Nonostante ciò una parte di essi non ha ancora abbandonato la zona, ritenendo l’indennizzo offerto dal governo irrisorio, essendo pari al 5% del totale del valore delle opere da loro realizzate nella regione fino ad oggi.

Gli indigeni denunciano gli agricoltori di avvalersi di atti di violenza, di terrorismo e guerriglia allo scopo di raggirare la legge, calpestando così quanto affermato nella Costituzione del paese.

Il Governo dello Stato di Roraima e gli imprenditori agricoli della regione si sono appellati alla Corte Suprema per contestare la demarcazione della terra Raposa Serra do Sol come terra indigena, chiedendone la riduzione e il frazionamento in zone dette “isole”, con gli indigeni confinati in piccole “riserve”, corrispondenti all’incirca ai loro villaggi, e i bianchi padroni dei territori circostanti.

Gli indigeni reclamano la demarcazione ad “area continua”, conformemente allo spirito della Costituzione, l’unica che permetterebbe la loro salvaguardia etnica.

Il 10 dicembre 2008 il Supremo Tribunale Federale brasiliano, a seguito del ricorso presentato da sei grandi risicoltori e del governo dello stato del Roraima, con otto voti favorevoli, si pronuncia per il mantenimento dell’area continua, che prevede l’espulsione dei latifondisti che la occupano illegittimamente.

La decisione assume un’importanza fondamentale, in quanto rappresenta un precedente giuridico in grado di condizionare in maniera irreversibile anche i futuri processi di definizione territoriale delle terre indigene dell’Amazzonia.

NOTA TECNICA SULLE AREE PROTETTE DI RORAIAMA.

Instituto Socioambiental

Per agevolare l’analisi delle azioni giuridiche nel Supremo Tribunale federale- STF, riguardanti l’omologazione del processo amministrativo della demarcazione territoriale della Terra Indigena (TI) Raposa Serra do Sol, nello Stato di Roraima, l’Istituto Socioambientale (ISA) ha elaborato la seguente nota tecnica per chiarire la situazione attuale delle terre indigene e delle unità di conservazione in quella zona della federazione.

Dati demografici e territoriali dello Stato Roraima (RR):

Estensione totale di RR
22.411.800 ha

Estensione totale dalle aree assegnate come Terre Indígene a RR (identificate, dichiarate e omologate, includendo l’area referente à Raposa/Serra do Sol)
10.311.679 ha

Partecipazione delle TI (incluso l’area referente a Raposa/ Serra do Sol) nell’ area totale dello Stato de R 46,01%

Partecipazione della TI Raposa/Serra do Sol nell’area totale di RR
7,8%

Estensione totale dell’area a RR non istiuite come Terre Indígene
12.100.121 ha

Estensione totale delle aree destinate a Unità di Conservazione (UC) a RR
4.320.748 ha

Participazione delle UC sull’ area totale dello Stato di RR
19,28 %6

Estensione totale delle UC, sottraendo le sovrapposizioni con le Terre Indigene
1.440.240 ha

Participazione dalle UC nell’ area totale dello Stado di RR, sottraendo le sovrapposizioni con le Terre Indigene
6,43 %

Estensione totale dalle aree protette federali a RR, (TI + total de UC all’infuori delle TI)
11.804.259 ha

Partecipazione dalle aree protette (UC+ TI) nell’ area totale dello Stato di RR
52,44%

Estensione di RR, senza le aree protette
10.859.880 ha

Popolazione totale di Roraima
394.193 (IBGE – 2000)

Popolazione rurale de Roraima
77.381 (IBGE – 2000)

Popolazione di Roraima fuori da Boa Vista (incluso le popolazioni dei nuclei urbani)
144.340 (IBGE– 2007)

Popolazione Indigena a RR
46.309 (FUNASA, 2008)

Estensione totale di RR
22.411.800 ha

Estensione totale dalle aree assegnate come Terre Indígene a RR (identificate, dichiarate e omologate, includendo l’area referente à Raposa/Serra do Sol)
10.311.679 ha

Partecipazione dalle TI (incluso l’area referente a Raposa/ Serra do Sol) nell’ area totale dello Stato de RR
46,01%

Fonte:Instituto Socioambiental (ISA)
Data: 06/05/2008

Impatti
Le popolazioni indigene dello Stato Brasiliano di Roraima sono minacciate dallo sfruttamento incontrollato delle risorse ambientali e socialmente marginalizzate dalla progressiva antropizzazione del territorio:

– Militarizzazione delle aree indigene attraverso la costruzione di caserme sul territorio, come quella di Uiramutà, in seguito all’approvazione del progetto “Calha Norte” da parte dei Generali dell’Esercito, che costituiscono, con il loro devastante impatto ambientale sulle comunità locali (occupazione di terre, alcolismo, prostituzione, abusi sessuali da parte dei soldati verso donne indigene) un attentato alla cultura e alla sopravvivenza degli Indigeni.

– Disboscamento delle foreste (pari a 22.000 ettari nella sola regione di Roraima).

– L’invasione della terra Raposa Serra do Sol da parte dei risicoltori ha provocato un grave danno ambientale a causa della deforestazione e dell’avvelenamento dei corsi d’acqua, Surumu, Contingo e Tacutu, dovuto all’uso intensivo di agrotossici, che hanno causato la morte di uccelli, pesci ed animali della foresta.

– Progetti statali, come la costruzione della Centrale idroelettrica presso il rio Cotingo e la creazione del Parco del Monte Roraima, stanno portando alla progressiva distruzione dell’habitat naturale.

– Le terre indigene vengono trasformate in grandi discariche di rifiuti: i municipi sorti illegalmente su queste terre stanno depositando i loro rifiuti vicino i villaggi degli indigeni, costituendo una fonte permanente d’inquinamento e di malattia per le popolazioni che vi vivono.

– In tutto il paese il movimento indigeno subisce atti di violenza da parte dei settori economici e militari. Solo nel territorio di Raposa, dal 1970 ad oggi, sono stati assassinati 21 leaders indigeni.

– I continui stanziamenti illegali di bianchi in aree indigene, riducono sempre di più le terre per i nativi: la creazione del Municipio di Pacaraima, nella Terra Indigena São Marcos, ha determinato una presenza massiccia di invasori che hanno preso possesso del Morro do Quiabo, devastando la foresta.

Breve Cronologia del Conflitto
1917: Il Governo dell’ Amazzonia promulga la Legge Statale n° 941, destinando le terre comprese tra i fiumi Surumu e Cotingo per l’insediamento e l’usufrutto degli Indigeni Macuxi e Jaricuna.

1919: Il Servizio di Protezione degli Indigeni (SPI), oggi FUNAI, inizia la demarcazione fisica dell’area che i proprietari terrieri stavano invadendo. Il lavoro non viene portato a termine.

1977: La Presidenza della Fondazione Nazionale degli Indigeni (Funai) istituisce un Gruppo di Lavoro (GL) Interministeriale per identificare i confini della terra indigena. Il GT non presenta una relazione conclusiva del suo operato.

1979: Viene istituito un secondo Gruppo di Lavoro. Lo studio viene realizzato senza pero’ svolgere un’analisi antropologica o storiografica. L’estensione provvisoria viene fissata a 1,34 milioni di ettari.

1984: Un’altro gruppo di lavoro viene formato per l’identificazione e il rilevamento fondiario della zona. Cinque aree contigue, Xununuetamu, Surumu, Raposa, Maturuca e Serra do Sol, vengono identificate per un totale complessivo di 1,57 milioni di ettari.

1988: Nuovo Gruppo di Lavoro realizza il rilievo fondiario e cartografico, ma non giunge a nessuna conclusione sull’area nel suo insieme.

1992/1993: La Funai decide di riesaminare il territorio indigeno, vengono formati per l’ultima volta nuovi Gruppi di Lavoro.

21 maggio 1993: Il parere dei GT, di carattere conclusivo è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’ Unione; il Ministro della Giustizia approva l’estensione continua del Territorio a 1,67 milioni di ettari.

1996: Il Presidente della Repubblica, Fernando Henrique Cardoso, firma in gennaio il Decreto n° 1.775, che introduce il principio del contradditorio nel processo di riconoscimento del Tis che consente la contestazione da parte dei residenti.

1996: Vengono presentate 46 contestazioni amministrative contro il territorio Indigeno Raposa Serra do Sol da occupanti non-indigeni e dal Governo di Roraima.

1996: L’allora Ministro della Giustizia, Nelson Jobim, sottoscrive l’ordinanza n° 80, rigettando le richieste di contestazione presentati alla Funai. Ma decide una riduzione di circa 300 mila ettari dell’area, con l’eccezione di alcuni borghi che servivano come antiche basi di appoggio per i cercatori d’oro, e delle strade e aziende agricole mantenute dall’Incra (Istituto Nazionale per la Riforma agraria), che divide la zona in cinque parti.

1998: Il Ministro della Giustizia, Renan Calheiros, firma l’ordinanza n° 050/98, che abroga l’Ordinanza 080/96 e il Decreto 820/98, e dichiara il Territorio Indigeno Raposa Serra do Sol di proprietà permanente dei Popoli Indigeni.
Vengono tracciati i confini definitivi dell’area, di ciò si occupa Paolo Santilli in quanto responsabile per la delimitazione territoriale dell’area.

1999: Il Governo di Roraima promulga un mandato di Sicurezza al Tribunale Superiore di Giustiza (STJ) richiedendo l’annullamento del Decreto 820/98.

1999: Concessa una valutazione preliminare al Mandato di Sicurezza del Governo di Roraiama.

2002: STJ nega la richiesta del Mandato di Sicurezza 6210/99 proposto dal governatore di Roraima e chiede l’annullamento del decreto 820/98.

gennaio 2004: In segno di protesta contro l’omologazione, i risicoltori insieme agli indigeni che difendono l’omologazione frazionata e non continua, sotto il comando si Paulo Cesar Quartiero, intraprendono azioni intimidatorie, invadendo la sede della Funai e chiudendo ponti e strade.

febbraio 2004: Il Supremo Tribunale Federale (STF) riceve gli atti del processo presentato dalla Fondazione Nazionale Indigena (Funai) contro la creazione dei municipi di Uiramuta e di Pacaraima, adducendo che entrambe sono state istituite all’interno delle riserve indigene demarcate dall’Unione.

marzo 2004: Il giudice Helder Girao Barreto approva il provvedimento che sospende parzialmente gli effetti del Decreto 820/98 del Ministero della Giustizia. Inoltre, il Consiglio Indigeno di Roraima presenta alla Commissione dei Diritti Umani dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), a Washington, una petizione contenente denunce di violazione dei diritti degli indigeni in Brasile.

15 aprile 2005: Un Decreto Presidenziale emanato dal Presidente Luisa Inacio Lula da Silva riconosce l’autonomia territoriale delle popolazioni indigene residenti nel territorio di Raposa Serra do sol, ed impone ai latifondisti (risicoltori) di abbandonare il territorio in questione.
Tale decreto inoltre definisce il “Parco Nazionale del Monte Roraima bene pubblico dell’Unione, sottomesso a regime giuridico di doppia assegnazione, destinato alla preservazione dell’ambiente e alla realizzazione dei diritti costituzionali degli indigeni”.

17 aprile 2005: La polizia federale da il via all’Operazione “Upatakon”, per rendere effettiva l’omologazione.
In segno di protesta però, risicoltori e indigeni contrari all’omologazione bloccano una parte dell’autopista federale in Roraima.

13 maggio 2005: un incendio distrugge parzialmente un ponte che da accesso al popolo Maturuca, nella Riserva Indigena di Raposa; la polizia federale ritiene che l’incendio sia stato colposo.

settembre 2006: Alcuni giorni prima della festa dell’omologazione, circa 150 indigeni legati alla Società di Difesa degli Indigeni Uniti di Roraima (Sodiur), incentivati da politici e agricoltori locali, invadono e incendiano il Centro di Formazione e Cultura di Villa Surumu, situata a 230 km da Boa Vista.

maggio 2006: Si conclude, con l’azione di 260 forze della polizia federale, l’Operazione ” Upatakon II”, dando appoggio ai tecnici dell’Incra (Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria) e della Funai.

09 maggio 2008: Il Presidente Lula invia la polizia federale ad espellere i coltivatori riluttanti a lasciare la terra sottratta indebitamente alle popolazioni indigene. I proprietari terrieri rispondono con la violenza. Dieci indigeni vengono feriti.

7 luglio 2008: Diverse organizzazioni brasiliane lanciano l’allarme per il caso di Raposa Serra do Sol. Sono 85 le Organizzazioni Sociali firmatarie dell’appello per la tutela dei diritti delle popolazioni indigene di Raposa Serra do Sol dopo i violenti e ripetuti attacchi ad essi indirizzati.

18 agosto 2008: Lanciata una petizione in sostegno delle Popolazioni Indigene del territorio. Le popolazioni indigene e i loro sostenitori in Brasile lanciano una petizione urgente per far si che la Corte Suprema sostenga la ratifica del Decreto Presidenziale, contro la richiesta da parte dei latifondisti di ridurre l’estensione territoriale della riserva parcellizzando l’area in frazioni “dette isole”.

20 agosto 2008: Prof James Anaya, Commissario Straordinario delle Nazioni Unite per i Diritti dei Popoli Indigeni visita le popolazioni indigene dello Stato di Roraima e Yoninamia nel nord della Amazzonia.

25 agosto 2008: La frammentazione e la riduzione dei territori indigeni viene dichiarata dal Giudice arbitraria e incostituzionale. Il caso viene rinviato alla Corte Suprema che si pronuncerà entro la fine dell’anno. L’avvocato brasiliano e costituzionalista José Alfonso da Silva ha affermato in un parere giuridico commissionato dal Consiglio Indigeno di Roraima (CIR) che: “Lo Stato non può ridurre o dividere dei territori tradizionalmente occupati dalle popolazioni indigene per motivi economici o politici, perché ciò violerebbe la Costituzione del 1988″.

27 agosto 2008: Il Ministro Carlos Ayres Britto, ha espresso il suo voto favorevole al mantenimento dei confini del territorio Indigeno. Con il suo voto, i ministri contrari al ricorso diventano 11.
La Corte Suprema del Brasile, in merito alla richiesta dello Stato di Roraima e di un potente gruppo di agricoltori di annullare il riconoscimento giuridico del territorio di Raposa Serra do Sol respinge la richiesta degli agricoltori e rinvia il verdetto alla Corte Suprema che si esprimerà il 10 dicembre di quest’anno.

3 settembre 2008: I leader Indigeni denunciano nuovamente diversi atti di vandalismo, incendi, distruzione, minacce e atti di violenza nella comunità di Barro nel territorio di Raposa Serra do-Sol.
I leader indigeni si sono rivolti alle autorità competenti per prendere opportuni provvedimenti contro l’invasore: il prefetto di Pacaraima, Paulo César Quartieiro. Si tratta dell’ennesimo caso in Brasile in cui gli interessi economici e politici coincidono. Cèsar Quartiero infatti oltre ad essere il Prefetto, è anche uno dei 6 latifondisti che mirano ad impossessarsi delle terre indigene.

10 dicembre 2008: con otto voti favorevoli, il tribunale Federale Supremo si pronuncia per il mantenimento dell’area continua, che prevede l’espulsione dei latifondisti che la occupano illegittimamente.

Testi disponibili nel CDCA
Documento dell’Assemblea Generale dei Tuxauas, 2002

Documento del Consiglio Indigeno di Roraima/CIR sulla situazione nel villaggio di Uiramuta

– http://www.cir.org.br/raposaserradosol.php

– http://pib.socioambiental.org/

– http://defesabrasil.com/site/index.php/Noticias/Indios-da-Raposa-Serra-do-Sol-vao-a-Europa-buscar-apoio.html

Fonti e Documentazione
– [Amazonia Um Brasil a parte->http://www.cdca.it/spip.php?article1243]

– [ La freccia e il fucile->http://www.cdca.it/spip.php?article574]

– [Amazzonia co yvy ore retama->http://www.cdca.it/spip.php?article572]

– [Terras Indígenas e Unidades de Conservação->http://www.cdca.it/spip.php?article567]

– [Terra:Reforma agrária e direitos territoriais->http://www.cdca.it/spip.php?article563]

Regioni
Amazzonia brasiliana – Stato di Roraima

Altri Attori Coinvolti
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