Sud Africa, si allarga la protesta dei minatori

La rivolta dei minatori della cosiddetta “platinum belt” (la cintura del platino) del Sud Africa si sta allargando, e cresce il timore che la rabbia dei lavoratori per i bassi salari e le misere condizioni di vita possa provocare nuove ondate di violenza, dopo la morte di 34 lavoratori in sciopero, uccisi dalla polizia la settimana scorsa.

Lo sciopero iniziato la settimana scorsa nella miniera di Marikana della Lonmin ha provocato il rialzo dei prezzi del platino e provocato timori sugli investimenti nella più importante economia dell’Africa, dove la disoccupazione cronica e le enormi disparità di salario minacciano la stabilità sociale.

Il principale produttore mondiale di platino, Anglo American Platinum, ha annunciato oggi di aver ricevuto la richiesta di un aumento dei salari da parte di lavoratori sudafricani, mentre un sindacato annuncia proteste anche presso il sito di Rasimone della Royal Bafokeng Platinum.

Il Sud Africa dispone dell’80% delle riserve di platino mondiali, che viene utilizzato in gioielleria e anche per le marmitte catalitiche delle auto.
Il colosso del platino Lonmin ha annunciato oggi che non sanzionerà i minatori che non torneranno al lavoro questa settimana, nel rispetto del lutto nazionale decretato dal Presidente Jacob Zuma dopo la morte di 44 persone nelle proteste delle scorse settimane.

“Dopo consultazioni con governo e sindacati, Lonmin ha accettato di non adottare azioni disciplinari contro quanti risultano assenti dal lavoro questa settimana”, ha detto l’azienda che aveva minacciato di licenziare i 3.000 lavoratori che avevano avviato uno sciopero non autorizzato il 10 agosto scorso. Dieci persone sono rimaste uccise negli scontri scoppiati tra sindacati nei primi giorni della protesta, facendo così intervenire la polizia che giovedì scorso ha ucciso 34 persone.

“E’ una settimana di lutto, decretata dal Presidente della repubblica sudafricana, e giovedì ci sarà una cerimonia commemorativa – ha aggiunto Lonmin – la nostra azienda rispetta questo momento e lo ritiene una tappa importante sulla strada per ricostruire fiducia e tornare alla normalità”. (fonte Afp)

Perché è così importante la miniera di Marikana in SudAfrica
La miniera di Marikana in SudAfrica è uno dei più importanti siti di estrazione di platino del mondo. Ecco perché è così importante e perché i minatori vogliono avere di più dalla compagnia che li sfrutta
La miniera della Lonmin a Marikana, dove il 19 agosto la polizia sudafricana ha ucciso 36 operai, è una delle più grandi risorse di platino nel mondo. L’azienda causa danni all’ambiente e sfrutta i territori e la forza lavoro dei Bapo Mogale, la comunità di 30mila persone che abita l’area da più di 200 anni. Ma si guarda bene dal condividere con loro la ricchezza conquistata.

In tutto il nordovest del Sudafrica, le società minerarie stanno stritolando le popolazioni locali, sempre più ridotte in povertà. Ecco qual’è la situazione nella zona secondo un reportage del Mail&Guardian.
La BAPO Ba Mogale, una comunità di circa 30 000 persone, vive in cima a uno dei più grandi tesori della Terra, i depositi di platino. La Lonmin Plc, il terzo più grande produttore di platino del ondo, che ha una capitalizzazione di mercato di circa 19.5 miliardi di dollari, possiede le miniere di metallo sotto la terra del BAPO. Anche se si stabilirono nella zona più di 200 anni fa, i membri della comunità dicono che hanno poco delle ricchezze della zona.

Questa è una storia sul mix tossico di povertà, sulle limitazioni del Black Economic Empowerment, le esigenze del mondo aziendale, la leadership della comunità divisa e, in definitiva, la gente comune che soffre le conseguenze di tutto questo.

{Eduardo Lubrano}